(un)common days 2010


Annotazioni a margine /Notes in the margins_#09         drawing on paper cm 50x70_ 2008



Annotazioni a margine/Notes in the margins_#05      drawing on paper cm 50x70_2006



Annotazioni a margine/Notes in the margins_#07     drawing on paper cm 50x70_2006



Annotazioni a margine/Notes in the margins      installation view



Annotazioni a margine/Notes in the margins # 02            drawing on paper cm.50x70; 2006











Paolo Maria Deanesi Gallery | 25 settembre – 13 novembre 2010

L’opera di Antonio De Pascale dimostra come una certa pratica pittorica possa declinare in sottigliezza critica quella inevitabile “inattualità“ che il medium si porta dietro. Ma anche, e soprattutto,  come l'approccio realista sia ancora in grado di trasferirsi nell’orizzonte contemporaneo senza alcun dogmatismo. Realismo inteso non tanto come stile, ma come atteggiamento rispetto a ciò che ci circonda e alla capacità dell'arte di costringere l'osservatore ad una sua ricezione riflessiva.

Attuata attraverso un lavoro pittorico tanto fedele nella riproduzione dei singoli soggetti scelti  quanto straniante nell'immagine complessiva ch'essi vanno a creare, la pittura di De Pascale sembra muoversi  lungo il doppio binario di una presa di distanza dal reale che diviene, nel tempo lungo della visione, una progressiva immersione inglobante, stereoscopica, nel paesaggio della contemporaneità. Sospeso eppure caotico, rasserenante ed ansiogeno, nitido e al contempo ambiguo, il paesaggio di De Pascale sembra condurre lo spettatore in un tangibile non-luogo, nel quale l'artista condensa e ritrae, grazie ad una sorta di sezione aurea dello sguardo,  le anomalie, le difformità,  le incongrue stratificazioni su cui si definisce e si realizza il nostro presente storico. 

Per la sua prima personale presso la Paolo Maria Deanesi Gallery, De Pascale presenta una nuova serie di Nature Morte attraversate da scene di genere che l’artista sottrae alla vaporizzazione dei media contemporanei per rioffrirle allo sguardo trasfigurate dalla pratica pittorica. Una processualità dal forte valore simbolico che procede per scarti visivi,  sia in senso letterale (le composizioni sono fatte prevalentemente di resti, involucri nella fase terminale del consumo), sia come deviazioni di senso, crepe linguistiche. Una strategia visiva tesa a circoscrivere  il senso di non-identità che accompagna tanto la nostra storia quanto il nostro quotidiano.

Vanitas che virano in paesaggio,  divengono scenari simil-urbani percorsi  da strane  tensioni e microeventi conflittuali, animati da minuscoli personaggi dalle posture e dai gesti  noti  ma  riassemblati e contestualizzati  in modo incongruo, dove il reale sembra affiorare per atti mancati piuttosto che per capacità interpretativa. Fra spettacolo e conflitto, turisti e sfollati, incendi e fuochi d’artificio, soccorritori e spettatori, acrobati ed antagonisti, nei lavori di De Pascale la riflessione sulla capacità della pittura di penetrare il reale, selezionandone, decostruendone e rielaborandone codici e modelli, diviene fondamentalmente una possibilità  di riposizionamento e di rilettura, tanto visiva quanto cognitiva, dell'intero sistema al quale tali situazioni fanno riferimento.

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