Soglie 2013




Antonio De Pascale _Soglie

a cura di Christian Caliandro

Paolo Maria Deanesi Gallery_ Rovereto _  Inaugurazione: venerdì 4 ottobre, ore 18      

 dal 4 ottobre 2013 al 18 gennaio 2014

 

La Paolo Maria Deanesi Gallery è lieta di annunciare Soglie, la nuova mostra personale di Antonio De Pascale. Per l’occasione, l’artista propone un ambizioso allestimento pittorico, diviso in due sezioni principali.

La prima comprende le due grandi e inedite Soglie (2013), tele che hanno per oggetto le saracinesche abbassate e gli ingressi sbarrati di negozi reali chiusi nel giro di pochi mesi a causa della crisi economica.   I due quadri sono accompagnati dai frammenti di Pattern (2013), in cui la pittura insegue in misura ancora maggiore il confine tra realismo sociale e astrazione, in un processo che l’autore stesso definisce di “trasfigurazione fantasmatica”. Nell’immagine-simbolo della mostra, la grata si riflette sulla vetrina, che a sua volta ci lascia intravedere i portici di una tipica strada di città del Nordest mentre una figura spettrale attraversa il nostro campo visivo.

In queste opere, De Pascale coglie e cattura la natura profondamente distopica – e al tempo stesso sfuggente – di questo presente italiano, così come lo stiamo gradualmente (ri)conoscendo. Un presente terribilmente e splendidamente inabitabile; attraversato da zone interdette, zone proibite, di cui queste saracinesche definitivamente abbassate sono al tempo stesso una metafora e una condensazione. Ma la soglia è anche il punto di un passaggio, di un attraversamento fondamentale. Così come la crisi: come indica l’etimologia stessa del termine (κρίσις: distinzione, valutazione, discernimento), essa è la transizione consapevole da uno stato della realtà ad un altro. Anche la crisi è una soglia, e al tempo stesso una trasformazione, che richiede la totale e radicale riconfigurazione dei nostri paradigmi. Dei punti di riferimento che regolano la nostra percezione del mondo. Questi dipinti indicano dunque che il momento di estrema chiusura di orizzonti e possibilità può e deve coincidere con la massima apertura a nuove prospettive.

 La seconda sezione è interamente dedicata alla prima esposizione in versione integrale della complessa serie Quo vadis? (2011-2013), in cui dagli zainetti dipinti su tele sagomate “esondano” i disastri e le tragedie dell’Italia negli ultimi anni. Dipinti in colori ipersaturi, questi bagagli contengono rappresentazioni e scenari post-apocalittici, che pure fanno parte della quotidianità del nostro Paese.

Al centro della mutazione che ci ha attraversato, in mezzo e attorno e dentro allo Spettacolo, alla Grande Finzione, c’è il buco nero, il pozzo profondo in cui l’Italia intera è precipitata più o meno trent’anni fa. Un pozzo fatto di: percezione alterata della realtà, finzionalità avvelenata, dissociazione identitaria, distacco dalla vita. Nella costruzione di questa bolla distopica che chiamiamo Italia contemporanea, l’immaginario collettivo ha cominciato ad assomigliare sempre di più al percolato: come il percolato è un “liquido che trae prevalentemente origine dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi” (Wikipedia), ciò che resta dell’immaginario cola dai rifiuti, dalle scorie e dagli avanzi della cultura e dell’informazione nazionale - tv, stampa, altri media, cinema, ecc. – per innestarsi nei cervelli di tutte le età. 

 

Antonio De Pascale lavora per dimostrare come la pittura possa ancora (re)inventare strategie narrative ed interrogare il presente attraverso una critica radicale che è atto di resistenza ma anche  moto di passione verso il reale.

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